Poche figure della tradizione cinese hanno attraversato i secoli con la forza di Mulan. Guerriera, figlia devota, simbolo di coraggio e determinazione, la sua storia è stata raccontata e trasformata innumerevoli volte, fino a renderla una delle eroine più conosciute al mondo. Dietro l’immagine moderna di Mulan, tuttavia, si nasconde un racconto molto più antico, essenziale e affascinante, sospeso in quel territorio in cui storia e leggenda finiscono per confondersi.
La fonte più antica della sua vicenda è la celebre Ballata di Mulan, un componimento le cui origini vengono generalmente ricondotte al periodo delle Dinastie del Nord, tra il V e il VI secolo d.C., anche se il testo è giunto fino a noi attraverso raccolte successive. È una storia sorprendentemente breve rispetto all’enorme fortuna che avrebbe conosciuto nei secoli: poche decine di versi sufficienti, però, a creare un personaggio destinato a entrare nella memoria culturale cinese.
All’inizio della Ballata non incontriamo una guerriera sul campo di battaglia, ma una giovane donna nella propria casa. Mulan viene a sapere che il sovrano sta richiamando uomini alle armi e che anche il nome di suo padre compare nei registri militari. L’uomo è ormai anziano, mentre Mulan non ha un fratello maggiore che possa prendere il suo posto. È allora che prende la decisione che definirà tutta la sua leggenda: partire al posto del padre.
Acquista un cavallo e l’equipaggiamento necessario, lascia la propria famiglia e raggiunge l’esercito. La Ballata accompagna la sua partenza attraverso immagini semplici ma potentissime: Mulan si allontana progressivamente dalla propria casa, mentre alle voci dei genitori si sostituiscono i suoni dei fiumi, delle montagne e dei territori attraversati durante il viaggio verso la guerra. Non è soltanto uno spostamento geografico. È il passaggio dalla vita familiare a un mondo completamente diverso, dominato dalla disciplina militare, dalla distanza e dal pericolo.
Da quel momento trascorrono molti anni.
La tradizione più antica non racconta nel dettaglio le battaglie di Mulan né costruisce intorno a lei una lunga successione di imprese individuali. La Ballata condensa la guerra in pochi versi, lasciando intendere campagne durissime combattute per circa dodici anni. Mulan attraversa montagne e frontiere, affronta il freddo e il combattimento e vede molti soldati cadere prima che i superstiti possano finalmente fare ritorno.
Ed è proprio questa essenzialità a rendere la figura originale di Mulan così interessante. Non abbiamo bisogno di conoscere ogni battaglia per comprenderne il valore: sappiamo che parte, combatte per anni e sopravvive abbastanza a lungo da essere riconosciuta tra coloro che hanno servito con onore.
Terminata la guerra, Mulan viene ricevuta dal sovrano. Come ricompensa per il servizio prestato le viene offerta la possibilità di ottenere un incarico ufficiale, ma lei rifiuta. Non domanda ricchezze né una posizione di potere. Chiede soltanto un mezzo abbastanza veloce da poterla riportare a casa.
Il ritorno rappresenta uno dei momenti più significativi dell’intero racconto. La famiglia viene a sapere del suo arrivo e si prepara ad accoglierla. Mulan entra nella propria stanza, lascia l’equipaggiamento militare e indossa nuovamente i suoi abiti. Quando esce per incontrare i vecchi compagni d’armi, questi rimangono sbalorditi: hanno combattuto al suo fianco per anni senza sapere che fosse una donna.
La Ballata si conclude con una delle immagini più celebri della letteratura legata a Mulan. Due lepri, una maschio e una femmina, possono essere riconosciute quando sono ferme; ma quando corrono insieme fianco a fianco diventa difficile distinguerle. Una metafora semplice con cui il poema chiude la storia senza bisogno di spiegazioni: sul campo, ciò che aveva definito Mulan erano state le sue capacità e le sue azioni.
Ma chi fu davvero Mulan?
È una domanda alla quale, almeno per il momento, non possiamo dare una risposta definitiva. Non possediamo testimonianze contemporanee che permettano di identificare con certezza una Mulan storica corrispondente alla protagonista della Ballata. Persino il nome con cui oggi la conosciamo è il risultato di una lunga evoluzione della tradizione: il celebre cognome “Hua”, con cui viene spesso chiamata Hua Mulan, compare infatti in versioni molto posteriori della storia.
Anche il mondo nel quale nasce il racconto è più complesso di quanto possa sembrare. La Ballata contiene elementi linguistici, geografici e culturali che hanno portato gli studiosi a collegarne l’origine alla Cina settentrionale dell’epoca delle Dinastie del Nord, un territorio nel quale popolazioni e tradizioni differenti convivevano e si scontravano. Il sovrano viene chiamato anche con il titolo di Khan, dettaglio che riflette un contesto molto diverso dall’immagine stereotipata della Cina imperiale con cui la leggenda sarebbe stata spesso rappresentata nei secoli successivi.
Ed è proprio nei secoli successivi che Mulan cominciò a cambiare.
Poeti, drammaturghi e scrittori ampliarono la vicenda originale, attribuendole un cognome, una famiglia più dettagliata, nuove avventure e motivazioni differenti. Ogni epoca reinterpretò Mulan secondo i propri valori. La figlia disposta a sacrificarsi per il padre divenne anche guerriera esemplare, eroina patriottica, simbolo di lealtà e, in tempi molto più recenti, icona dell’indipendenza femminile.
Molti degli elementi che oggi associamo immediatamente al personaggio non appartengono quindi necessariamente alla versione più antica della sua storia. La leggenda di Mulan non è rimasta immobile: si è trasformata insieme alla società che continuava a raccontarla.
Forse è proprio questa la ragione della sua straordinaria longevità.
Mulan non è ricordata perché conquista un impero, fonda una dinastia o possiede poteri sovrannaturali. Il punto di partenza della sua storia è qualcosa di molto più umano: una figlia vede il padre chiamato nuovamente alla guerra e decide di prendere il suo posto, accettando un destino che non era stato scritto per lei.
Che dietro la Ballata sia realmente esistita una guerriera chiamata Mulan rimane impossibile da stabilire con certezza. Ma dopo oltre un millennio la distinzione tra personaggio storico e personaggio leggendario racconta soltanto una parte della sua importanza. Mulan è diventata qualcosa di più: una figura attraverso la quale generazioni diverse hanno raccontato il coraggio, il dovere, l’identità e il rapporto tra ciò che la società si aspetta da una persona e ciò che quella persona può scegliere di diventare.
Ed è per questo che la sua storia continua a essere raccontata. Perché prima di diventare una leggenda, Mulan compie una scelta. E sono le conseguenze di quella scelta ad averla resa immortale.